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Zone a traffico ridotto ed EV: una sfida all’italiana

L’abbattimento dell’impronta di carbonio è (o dovrebbe essere) in cima alle agende di tutti i paesi occidentali, in particolar modo di quelli appartenenti all’Unione Europea. Tra gli obiettivi principali che si stanno perseguendo c’è la riduzione delle emissioni all’interno dei contesti urbani, attraverso l’adozione di LEZ (Low Emission Zone), le ormai famose zone a emissione ridotta. Ma perché la lente dell’UE si è concentrata così tanto sulla sfera urbana? Questione di numeri.

Città: da problema a soluzione

All’interno della sfera urbana, infatti, vivono circa il 75% dei cittadini dell’Unione europea. Se si sposta il focus in un contesto di consumo energetico e si estende la considerazione a livello mondiale, si scoprirà anche che sono proprio le città a causare il 70% dell’inquinamento atmosferico planetario dovuto alle emissioni di CO2, assorbendo nel contempo il 65% dell’energia prodotta in tutto il pianeta. Ecco spiegata l’assoluta necessità di concentrare gli sforzi sui contesti urbani. L’istituzione delle Zone a Emissioni Ridotte (LEZ) è uno dei provvedimenti che vengono reputati più efficaci per la Commissione Europea, che ha anche avviato diverse iniziative in merito tra le quali il progetto “Cities Mission”. Quest’ultimo prevede il coinvolgimento di 100 contesti urbani a livello europeo, scelti per avviare delle attività di ricerca e sviluppo in ambito di mobilità a impatto zero, efficienza energetica e verde urbano. Un’attività di cui sono protagoniste anche 9 città italiane e che punta a rendere il nostro continente il primo realmente a impatto zero dal punto di vista ambientale. 

Italia prima in Europa ma…

L’Italia guida il trend delle LEZ in Europa con ben 172 zone a emissioni ridotte, seguita dalla Germania ben distaccata a 82 e dal Regno Unito con 22.

Tuttavia, nel Belpaese non tutte le zone funzionano a dovere poiché, a fronte di eccellenze come Milano, ci sono molte città in cui le LEZ sono limitate a determinati periodi dell’anno o anche a specifiche fasce orarie. Questo aspetto, ovviamente, depotenzia la capacità di queste città di ridurre le emissioni in modo permanente, creando però notevoli disagi a chi comunque non può accedere in maniera libera ai centri cittadini con i propri mezzi di trasporto e veicoli commerciali.

Lo scenario per gli LCV: necessità di elettrico

A prescindere dall’attivazione intermittente delle LEZ, queste ultime rappresentano comunque un problema da affrontare per tutte quelle aziende di trasporto e di servizi che hanno necessità di accedere ai centri abitati in qualsiasi momento con i propri veicoli. Le stesse imprese hanno, inoltre, il bisogno sempre più pressante di uniformarsi al CSRD per tempo, prima che di ritrovarsi a non poter stipulare dei contratti con i propri clienti a causa dell’impossibilità di rispettare le normative vigenti in termini di sostenibilità.

Questo è il motivo per cui molte aziende stanno decidendo di dotarsi di veicoli elettrici, soprattutto di furgoni per la gestione dell’ultimo miglio. Una scelta che, però, comporta una serie di criticità in termini di sostenibilità economica e di ottimizzazione dei processi.

La gestione degli EV: la telematica in soccorso

Come scegliere adeguatamente il mezzo da integrare? È possibile sostituirne uno già presente nella flotta? Come si fa a gestire il nuovo EV senza stravolgere e complicare i processi aziendali?

Tutte queste domande, estremamente lecite, che si pongono gli operatori del settore dei trasporti e di quello dei servizi hanno un’unica risposta: analisi dei dati. 

Attraverso le informazioni fornite dall’interpretazione dei dati è, infatti, possibile riuscire a comprendere con estrema precisione come operare e come fare le scelte migliori per la propria attività.

La telematica delle flotte permette di supportare le aziende e, grazie alla tecnologia integrata di Webfleet, è in grado di processare adeguatamente i dati dei veicoli per consentire alle imprese di acquisire esattamente le informazioni necessarie per stabilire le strategie migliori per operare l’elettrificazione della propria flotta. 

La Webfleet EV Services Platform, in tal senso, è la più recente ed evoluta soluzione che Webfleet mette a disposizione dei propri clienti per supportarli nella maniera più efficace ed efficiente, approcciandosi alla mobilità elettrica con consapevolezza e d estrema competitività. 

La EV Services Platform non si limita a valutare quali e quanti mezzi possano essere sostituiti da veicoli full electric, ma è in grado anche di gestirli in maniera ottimale, sfruttandone le potenzialità e integrandoli perfettamente e rapidamente nella flotta aziendale. Questo è possibile grazie anche all’esperienza e alla tecnologia di partner leader del settore, inclusi da Webfleet nella sua piattaforma.

Per poter affrontare nel miglior modo possibile l’accesso alle Low Emission Zone non bisogna, quindi, fare altro che contattare i nostri esperti adesso per poter ottenere una consulenza totalmente gratuita e personalizzata in base alle tue necessità e a quelle della tua azienda.

Eleonora Scilanga
Eleonora Scilanga è Senior Marketing Manager Webfleet Italia di Bridgestone Mobility Solutions. Da più di 30 anni nel Marketing, inizia nel 1986 nel settore dell’elettronica e dell’IT come responsabile Marketing e Comunicazione. Nel 1990 apre la sua agenzia di comunicazione Swing Communications fino agli anni 2000, per ricoprire successivamente il ruolo di Marketing Communications Manager in Psion/Motorola, società specializzata in soluzioni per il mobile computing e la raccolta di dati wireless. Con una consolidata esperienza nella telematica con TomTom e Webfleet Solutions approda poi in Bridgestone Mobility Solutions per scrivere un nuovo ed elettrizzante capitolo della sua vita lavorativa.

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