Adozione di nuove tecnologie e smart work. Sei pronto?

Il 76,5% dei manager italiani dichiara di prestare particolare attenzione ai pareri dei leader di mercato quando si tratta di decidere in merito all’adozione di nuove tecnologie1.  Siamo di fronte a un ulteriore e interessante aspetto che emerge dal nuovo studio realizzato da Webfleet, secondo il quale i più accreditati influencer sarebbero sia i grandi dell’industria internazionale che i guru del settore tecnologico. Di contro, solo il 28,5% degli intervistati dichiara di tenere d’occhio anche i diretti competitor.

Tuttavia, a questo tipo di approccio se ne affianca un altro più empirico, basato sull’analisi autonoma. Sono molti, infatti, coloro i quali si informano anche attraverso il web, effettuando ricerche (45,5%) o consultando riviste e siti specializzati (62,5%).

Mentre l’85% degli intervistati è convinto che le tecnologie siano importanti per attrarre e mantenere in organico i dipendenti, paradossalmente, solo il 4,50% dei manager avallerebbe l’adozione di nuove tecnologie principalmente per migliorare il benessere dei propri dipendenti.

Scommessa sull’evoluzione dell’adozione di tecnologia: Smart Work e BYOD

Quale può essere il motivo di questa apparente contraddizione? L’ambiente di lavoro viene sempre più spesso considerato secondario rispetto alla capacità di svolgere le proprie mansioni. A prescindere da dove ci si trovi, l’importante è poter operare con la massima efficienza, avendo a disposizione tutti gli strumenti di cui si ha bisogno.

Lo smart work è sicuramente già una realtà, che coinvolge anche una rimodulazione profonda degli spazi all’interno degli uffici. La tendenza è quella di rendere i luoghi di lavoro sempre più flessibili e dotati di strumenti e caratteristiche che ne facciano più un valido punto di riferimento che il posto in cui passare 8 ore al giorno tutti i giorni.

In base a quanto riportato dalla ricerca condotta da Webfleet, il 60,5% dei manager italiani ritiene che da qui a dieci anni il cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device) ossia l’utilizzo di strumenti personali per svolgere il proprio lavoro da remoto, diventerà la normalità per i propri dipendenti.

Non si tratta certamente di un dato azzardato, poiché ben il 56,5% degli intervistati afferma che già oggi nelle rispettive aziende viene permesso ai propri impiegati di lavorare a distanza.

Quali sono gli strumenti più utilizzati per il lavoro a distanza da chi adotta nuove tecnologie?

Per la gestione dei file c’è ancora da lavorare. Bisogna riuscire a sfruttare al massimo le enormi potenzialità dei servizi cloud, utilizzati solo nel 37% dei casi. I sistemi di videoconferenza sono ancora in cima alla classifica degli strumenti considerati indispensabili per lavorare a distanza. Sono utilizzati dal 50% degli intervistati, ma ad appena un punto percentuale (49%) si collocano le chat di gruppo aziendali. Anche le app per dispositivi mobili vanno forte, con il 41,39% delle preferenze.

Webfleet ha bene in mente le caratteristiche richieste dagli utenti, e lo ha dimostrato durante la riprogettazione di WEBFLEET. La soluzione SaaS (Software-as-a-Service) risponde perfettamente alle necessità di chi utilizza differenti device. In tal senso, i fleet manager possono gestire le flotte sempre al meglio e al 100% delle proprie possibilità. Da PC, laptop, tablet o smartphone, Webfleet risponde in maniera totale e puntuale agli utilizzatori (clicca QUI per una demo gratuita).

Adozione di nuove tecnologie e vecchie idee di gestione

Un elevato numero di aziende faccia utilizzare ai propri dipendenti strumenti tecnologici personali (smartphone, tablet e computer) per svolgere il proprio lavoro da remoto. Un dato che lascia perplessi: addirittura il 65,5% degli intervistati.

Questo è un problema che, fortunatamente, non riguarda Webfleet. Web-based e realizzato con tecnologia HTML5, Webfleet è dotato della certificazione ISO 27001. Questa certificazione attesta il raggiungimento dello standard più alto del settore in termini di sicurezza dei dati, qualità e disponibilità.


1 Ricerca condotta da Webfleet su un campione di 1.400 manager (quadri dirigenziali o superiori) tramite un sondaggio online e mobile in Francia, Spagna, Polonia, Italia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. Sono stati intervistati 200 dirigenti per ciascun Paese. Il lavoro sul campo è stato gestito da OnePoll.

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