Camion a guida autonoma: 5 novità del 2019

Nel 2018, abbiamo chiesto a 1200 gestori di flotte di trasporto quando pensavano che i camion a guida autonoma avrebbero raggiunto l’adozione di massa. Il 31% ha sostenuto occorressero 6-10 anni. Il 34% ne ha stimati 11-20. Solo il 10% ha affermato che non sarebbe mai successo.

In altre parole, la stragrande maggioranza dei gestori di flotte ritiene che i camion a guida autonoma diventeranno una parte importante del loro settore.

 

Quindi, come ci si è mossi in questa direzione durante il 2019?

 

Diamo un’occhiata a cinque delle tendenze, previsioni e annunci più importanti degli ultimi dodici mesi per scoprirlo.

 

IL CAMION A GUIDA AUTONOMA BATTERÀ IL ROBOTAXI IN AUTOSTRADA

 

Negli anni passati, gran parte delle voci che si rincorrevano sui veicoli autonomi si concentravano sulle auto. In particolare, un certo numero di aziende tecnologiche sembravano essere in competizione per ottenere il primo servizio di taxi senza pilota sulla strada.

 

Nel 2019, il trend è cambiato.

 

Come ha detto Robert McCooey Jr, Senior Vice President dell’unità dei servizi di quotazione del listino Nasdaq, durante una conferenza a novembre, “Per noi il nirvana non sono i veicoli a guida autonomo; sono i camion a lunga percorrenza. Ecco dove sta il vero vantaggio.

 

Gli ha fatto eco il CEO di Daimler, Ola Kaellenius, che ha detto ai giornalisti che c’è stato un “check della realtà” per quanto riguarda le auto a guida autonoma e che il trasporto a lunga percorrenza si adatta molto meglio alla tecnologia.

 

Oltre all’aspetto della sicurezza – le auto a guida autonoma nelle aree urbane affrontano fattori più imprevedibili rispetto ai camion autonomi sulle autostrade – c’è anche il costo. Come sottolineato da Kaellenius, i costi di funzionamento di un servizio di taxi autonomi possono rendere difficile competere con app per la condivisione di corse e con le compagnie di taxi.

 

Per le aziende di trasporto, i vantaggi dell’autonomia sono più evidenti: minori costi per il carburante, nessuna necessità di periodi di riposo e una potenziale soluzione alla carenza di conducenti. Quindi, non è una sorpresa vedere alcuni dei più grandi produttori del mondo sviluppare le loro iniziative per la guida autonoma.

 

VERA COMPIE I ​​PRIMI PASSI

 

Nel settembre 2018, Volvo ha dato un grande segnale con il lancio di Vera.

 

Senza cabina di guida nella sua carrozzeria ribassata, si tratta di un veicolo elettrico autonomo a basse emissioni, progettato per svolgere un ampio volume di attività ripetitive su brevi distanze.

 

A luglio è partito il primo progetto che lo vede protagonista. In collaborazione con la società di logistica svedese DFDS, Volvo ha messo al lavoro Vera, trasportando container da un centro logistico di Göteborg al porto locale, guidando su strade pubbliche a un limite di velocità di 40 km/h.

 

Sebbene il progetto abbia una portata limitata, dà un’indicazione su dove i camion a guida autonoma possano avere il loro primo grande impatto: percorsi predefiniti e prevedibili come parte di un flusso di lavoro ripetitivo.

 

E Volvo ha sottolineato il proprio impegno a ottobre, annunciando che riporterà i dati sui profitti e perdite dei camion autonomi a partire dal 2020. Commentando l’annuncio, VentureBeat ha sottolineato che la notizia è arrivata a seguito dell’annuncio da parte di volvo Volvo di una riduzione del 45% su base annua degli ordini di camion per il terzo trimestre del 2019.

 

VentureBeat ha supposto che il produttore stesse “dimostrando di essere alla ricerca di una grande transizione verso un futuro a guida autonoma”.

Oppure, come ha affermato Mikael Karlsson, VP Autonomous Solutions, Volvo Trucks, “Vera può anche avere un limite di velocità, ma noi no.”

 

DAIMLER PUNTA AL LIVELLO 4 IN DIECI ANNI

 

Al Consumer Electronics Show dello scorso gennaio, Daimler ha annunciato che investirà 570 milioni di dollari per raggiungere la guida autonoma di livello 4 entro il 2029.

 

Ciò significherebbe saltare dall’attuale livello 2 di guida autonoma (i veicoli assistono con determinate funzioni ma il guidatore è sempre pronto a prendere il controllo) a una guida autonoma di livello 4 (i veicoli eseguono in sicurezza tutti i compiti di guida senza assistenza nelle circostanze corrette).

 

Daimler intende saltare il Livello 3, dove il veicolo può rilevare il suo ambiente, ma è sempre richiesta la possibilità di subentro umano. E il costruttore prevede di farlo in un solo decennio.

 

Il livello 4 è il punto giunti al quale si possono ottenere molti tra i più grandi vantaggi per le aziende di autotrasporto. L’idea che questo possa essere disponibile tra dieci anni dovrebbe incuriosire i gestori di flotte lungimiranti.

 

KPMG RIVELA LE REGIONI PIÙ PRONTE PER L’AUTOMAZIONE

 

È noto da tempo che alcuni paesi sono più adatti ai camion a guida autonoma rispetto ad altri. Ad esempio, le ampie strade degli Stati Uniti lo rendono perfetto per il platooning, la creazione di convogli ottimizzati. Il Regno Unito, invece, ha un sistema autostradale complesso, con più ingressi e uscite, quindi un’operazione di questo tipo è difficile.

 

A marzo, KPMG ha analizzato più a fondo questa situazione nel suo secondo Autonomous Vehicle Readiness Index. Utilizzando quattro pilastri chiave – politica e legislazione, tecnologia e innovazione, infrastrutture e accettazione da parte dei consumatori – KPMG ha stilato una classifica delle 25 migliori nazioni per l’adozione di veicoli a guida autonoma.

I primi nella lista sono risultati i Paesi Bassi. Citando la presenza di un gran numero di punti di ricarica elettrica e un approccio innovativo alla logistica, il rapporto li ha definiti “un esempio su come preparare un paese per i veicoli a guida autonoma”. KPMG ha anche evidenziato i piani olandesi tesi ad avviare un’operazione di platooning in collaborazione con Belgio e Germania per il trasporto di fiori da Amsterdam alla Valle della Ruhr.

 

I top 25:

 

  1. Paesi Bassi
  2. Singapore
  3. Norvegia
  4. USA
  5. Svezia
  6. Finlandia
  7. Regno Unito
  8. Germania
  9. Emirati Arabi Uniti
  10. Giappone
  11. Nuova Zelanda
  12. Canada
  13. Corea del Sud
  14. Israele
  15. Australia
  16. Francia
  17. Spagna
  18. Spagna
  19. Repubblica Ceca
  20. Cina
  21. Ungheria
  22. Russia
  23. Messico
  24. India
  25. Brasile

 

CAMION A GUIDA AUTONOMA CONTRO LA CARENZA DI CONDUCENTI – UNA SOLUZIONE NATURALE?

 

Qualche anno fa, il Los Angeles Times aveva previsto che il lavoro di circa 1,7 milioni di camionisti negli Stati Uniti sarebbe divenuto superfluo entro il 2026 grazie ai veicoli a guida autonoma. Alcuni nel settore hanno accolto con favore la notizia. Con l’impatto della carenza di conducenti che si fa sentire di più ogni anno, l’idea che la tecnologia potesse colmare il divario era affascinante.

 

Nel 2019, possiamo essere abbastanza certi che la previsione del Los Angeles Times non si avvererà. I report di quest’anno collocano l’epoca in cui probabilmente i camion a guida autonoma avranno effettivamente un impatto sulla richiesta di camionisti a partire dal 2040.

 

Alcuni esperti suggeriscono addirittura che, con l’aumentare della diffusione dei camion a guida autonoma, aumenterà la necessità di conducenti.

Seth Clevenger, Caporedattore di Transport Topics, ha scritto a settembre che “l’emergere di camion altamente automatizzati andrà a supportare i conducenti, non li sostituirà. In effetti, dato che la domanda di trasporto merci continua a crescere, l’industria dei camion avrà bisogno di conducenti ancora più professionali di quelli che impiega oggi, non meno.”

 

DFDS, la società di logistica coinvolta nel primo progetto di Volvo Vera, vede il camion a guida autonoma come un processo che include l’uomo piuttosto che un processo di sostituzione umana. Come spiega l’azienda, “L’idea complessiva è che la tecnologia autonoma integri gli sforzi dei conducenti e alla fine riduca la tensione della guida a lunga percorrenza, del sollevamento di carichi pesanti e altro ancora… In quanto tale, la tecnologia di guida autonoma è pronta a sostenere molti dei pesanti oneri di autotrasporto a lunga distanza, migliorando le condizioni di lavoro dei conducenti.”

 

Pertanto, sebbene possano non essere la soluzione alla carenza di conducenti attraverso la sostituzione dei conducenti umani, i camion a guida autonoma potranno aiutare in un altro modo. Rendendo la professione meno stressante e meno estenuante, potrebbero, a loro volta, renderla un percorso di carriera più attraente per un numero più ampio di persone.

 

Se i discorsi sulle auto a guida autonoma sono leggermente diminuiti nel 2019, l’eccitazione per i camion a guida autonoma è, invece, aumentata. Con i grandi produttori e le aziende tecnologiche ora impegnati a investire intensamente in questa tecnologia, il 2020 promette di portare sviluppi ancora più notevoli. Quindi, è il caso di dirlo, restate connessi.

Eleonora Scilanga
Eleonora Scilanga è Senior Marketing Manager Webfleet Italia di Bridgestone Mobility Solutions. Da più di 30 anni nel Marketing, inizia nel 1986 nel settore dell’elettronica e dell’IT come responsabile Marketing e Comunicazione. Nel 1990 apre la sua agenzia di comunicazione Swing Communications fino agli anni 2000, per ricoprire successivamente il ruolo di Marketing Communications Manager in Psion/Motorola, società specializzata in soluzioni per il mobile computing e la raccolta di dati wireless. Con una consolidata esperienza nella telematica con TomTom e Webfleet Solutions approda poi in Bridgestone Mobility Solutions per scrivere un nuovo ed elettrizzante capitolo della sua vita lavorativa.

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