Training e camion a guida autonoma per risolvere la carenza di autisti?

Le aziende di trasporto e logistica si trovano in una strana situazione. La richiesta relativa ai loro servizi è in crescita a livello mondiale grazie al boom dell’ecommerce oltreconfine. Allo stesso tempo, diventa sempre più difficile il reperimento degli elementi più importanti tra il loro personale, ossia driver qualificati e affidabili.

Delle ragioni di questa carenza di autisti (tra cui un’età media avanzata del personale che si può immaginare quali problemi comporti in relazione a questo ruolo) si è ampiamente discusso. Ma quali sono le soluzioni?

Molti operatori dei trasporti pensano che la risposta possa risiedere nella tecnologia. Questo post guarda a due degli esempi più interessanti – veicoli a guida autonoma e un training per i driver sempre più orientato alla gamification – e considera il loro possibile impatto.

I camion senza conducente

In un recente studio condotto da Webfleet, il 38% dei decision maker che operano con le flotte di trasporto hanno previsto che l’adozione di massa dei camion a guida autonoma dovrebbe essere raggiunta entro la prossima decade. Un ulteriore 34% ha predetto che ciò dovrebbe avvenire nei prossimi 11-20 anni. È significativo che solo il 10% abbia pensato che ciò non avverrà mai.

Ancora più importante, la maggior parte degli intervistati ci ha detto di ritenere che i veicoli a guida autonoma avrebbero, col tempo, risolto il problema della carenza di autisti.

Eppure questa visione non è condivisa da tutti nel settore. Parlando di recente a Freightwaves, Brian Felkow, presidente dell’azienda di trasporto americana Jetco Delivery, ha paragonato il ruolo futuro del camionista al ruolo attuale del pilota di aerei. Mentre molto sarà automatizzato, ha spiegato, il veicolo richiederà comunque un elemento umano per completare il suo lavoro.

D’altro canto, l’International Transport Forum crede non solo che il veicolo a guida autonoma risolverà la carenza di autisti, ma anche che renderà superflui molti conducenti attualmente impiegati. Il Forum prevede che due milioni di autisti in Europa e in America perderanno il posto di lavoro entro il 2030 proprio a causa di queste innovazioni.

Così, molti nel settore industriale stanno prendendo atto del fatto che, nel prossimo futuro, i veicoli commerciali senza conducente diverranno comuni. Eppure c’è un ampio dibattito sulla reale possibilità che ciò possa risolvere la principale sfida dei trasporti.

Miglioramento dei simulatori per il training dei driver

Uno dei grandi problemi che affliggono le aziende di trasporto è l’età. Mentre i conducenti più anziani vanno in pensione, una nuova generazione di driver più giovani non è intenzionata a sostituirli. Per diversi motivi, il personale nella fascia d’età 18-30 non è, infatti, attratto dall’autotrasporto.

In un’intervista con Supply Chain Brain, John Kearney, CEO di Advanced Training Systems, ha espresso il suo punto di vista. Kearney vede i giovani videogiocatori di oggi come il futuro della guida di camion. E ritiene che l’introduzione di simulatori di guida più sofisticati e di elementi di realtà virtuale nel processo di formazione renderà questo percorso di carriera più attraente per le persone.

Molte aziende di trasporto usano già simulatori ultrarealistici all’interno dei propri programmi di addestramento dei driver, anche se ciò non ha niente a che vedere con il reclutamento di dipendenti più giovani. Piuttosto, un simulatore sofisticato consente un risparmio in termini di costi e protegge tutti quelli che sono coinvolti nel training. Permettendo che chi sta cimentando nella simulazione possa virtualmente vivere incidenti ed eventi imprevisti, è possibile far apprendere lezioni vitali senza rischio di danni sia per il veicolo che per il driver.

Un’adozione diffusa di questa tecnologia potrebbe aiutare a portare i giovani in cerca di lavoro a tornare al trasporto, come suggerisce Kearney?

È d’accordo con questa visione Dan Clark, che ne scrive in Logistics Viewpoints. Clark afferma che i giovani in cerca di lavoro guardano sempre più a datori di lavoro esperti di tecnologia e l’accrescimento del ruolo di tecnologie come la realtà virtuale nel processo di training sia cruciale per rimodulare l’industria dei trasporti come un’industria fashion di cui voler far parte.

Con la carenza di driver che non accenna a ridursi, non sorprende vedere operatori di flotte in cerca di un’innovazione che risolva questo problema. Se i camion autonomi o un approccio orientato alla gamification per il training saranno quella innovazione, potrà dirlo solo il tempo. Tuttavia, dato il rapido tasso di cambiamento tecnologico che sta interessando ogni settore di business, è una possibilità molto concreta che la risposta alla carenza di driver risieda nella tecnologia.

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